ASD AQUILEIA CALCIO

 

Giocare e far giocare il calcio è la nostra passione........

SCUOLA CALCIO

 

AQUILEIA - TERZO - VILLA - TORRE

ASD AQUILEIA CALCIO

 

da noi trovi una delle migliori scuole calcio della Regione

ASD AQUILEIA CALCIO

 

GIOCANDO, IMPARANDO, INSIEME CRESCENDO


PROGRAMMAZIONE SCUOLA CALCIO QUALIFICATA AQUILEIA-TERZO
 
1.     Finalità dell’associazione
 
La scuola calcio Aquileia-Terzo nasce dalla collaborazione fra le associazioni sportive dilettantistiche Aquileia e Terzo, unite da interessi comuni nell’ambito del progetto Settore Giovanile Unificato.
Le attività della scuola di calcio Aquileia-Terzo si articolano secondo le indicazioni ed i principi sanciti dal Comunicato Ufficiale n° 1 del Settore Giovanile e Scolastico della Federazione Italiana Giuoco Calcio, che prevedono un graduale e corretto avviamento dei bambini e delle bambine - dai 5 ai 12 anni - al gioco del calcio.
 
L’attività calcistica giovanile viene regolata tenendo presente in maniera prioritaria quanto riportato dalla Carta dei diritti dei bambini (New York – Convenzione sui Diritti del Fanciullo del 20/11/1989) e dalla Carta dei diritti dei ragazzi allo Sport (Ginevra 1992 - Commissione Tempo Libero O.N.U.)”.[1]
Anche l’U.E.F.A., riunitasi in più occasioni con le 53 Federazioni calcistiche associate, nel trattare argomenti che riguardano il calcio giovanile - e quello di base in particolare - sottolinea i concetti espressi nella Carta dei diritti e, per conferire loro un significato più pregnante, li ha raccolti in un decalogo.[2]
Negli intendimenti U.E.F.A.,è considerato di estrema rilevanza il ruolo del calcio come agente efficace di integrazione sociale ed è per questo che il massimo organismo del calcio europeo invita le Federazioni a porsi il problema del “recupero” del calcio di strada (grassroots football), soprattutto come filosofia di fondo della didattica applicata.
Al fine di indurre le federazioni nazionali ad una maggiore attenzione al calcio di base e allo sviluppo delle attività secondo gli intendimenti appena descritti, l’U.E.F.A. ha istituito la UEFA Grassroots Charter - la Carta del Calcio di Base - a cui hanno aderito la maggior parte delle Federazioni Calcistiche Nazionali Europee che possiedono i requisiti minimi richiesti dall’U.E.F.A. stessa. La Federazione Italiana Giuoco Calcio ha aderito il 24 marzo 2009.
 
Dall’analisi dei documenti sopra citati ed in seguito ad una profonda e partecipata riflessione interna - nell’ambito di incontri formativi che hanno coinvolto tecnici, dirigenti e genitori - le associazioni sportive dilettantistiche Aquileia e Terzo hanno formulato il proprio decalogo per lo sviluppo del Piano dell’Offerta Formativa e Sportiva:[3]
 
1.      Definizione dell’organigramma: con la definizione dei ruoli si evidenziano i punti di riferimento
2.     Definizione di un sistema di regole: attraverso le regole si forniscono ulteriori punti di riferimento e si riesce a monitorare l’attività della squadra e dei singoli
3.     Collaborazione tra famiglia e società: il processo di formazione dei giovani calciatori deve essere un processo condiviso
4.     Dialogo tra famiglia e bambini: i bambini devono poter rapportarsi con agenzie educative diverse che operano in sinergia e con coerenza rispetto a significati e principi condivisi dell’attività di calcistica di base
5.     Uniformare il sistema educativo tra società e famiglia: il processo formativo integrato famiglia-società sportiva va supportato con iniziative adeguate
6.     Sport come strumento educativo: nell’ambito del processo formativo integrato famiglia-società sportiva i principi di riferimento vanno esplicitati, confrontati, condivisi e accettati
7.     Attenzione ai dettagli: nell’ambito del processo formativo integrato famiglia-società sportiva i principi assumono la connotazione di regole e comportamenti che segnano il contesto educativo di riferimento, per cui vanno chiaramente esplicitati
8.     Non estremizzare il gioco, ma sottolineare l’aspetto ludico: occorre trovare il giusto equilibrio fra gioco e agonismo
9.     Insegnamento di uno sport: occorre trovare il giusto equilibrio fra divertimento, impegno e richieste di apprendimento
10.   Importanza dell’ambiente: solamente nell’ambito di un adeguato clima ambientale il giovane calciatore riesce ad esprimere se stesso e le proprie potenzialità
 
Dall’incontro fra i significati del calcio di base e le aspettative condivise degli adulti nei confronti dell’attività in parola, discendono le finalità di riferimento per la stesura della presente programmazione educativo-didattica:
 
1.      favorire una base ampia di partecipazione
2.     favorire un positivo sviluppo della personalità dei giovani, rispettando i bisogni dei giovani di divertirsi e imparare
3.     richiedere un comportamento dei giovani calciatori, dei tecnici e dei dirigenti compatibile con i principi formativi condivisi, ovvero creare un clima positivo, coerente con tali principi
4.     promuovere l’acquisizione di una mentalità positiva: dare il massimo; dare il meglio di sé in allenamento e in gara, senza mai sentirsi arrivati e senza abbattersi di fronte alle difficoltà, giocare con determinazione, lucidità e serenità esprimendo i lati positivi della propria personalità
5.     coinvolgere tutti i mediatori del progetto formativo, ovvero tecnici, dirigenti, genitori, enti locali, scuola
6.     creare le basi per una solida cultura sportiva, ovvero aver conoscenza e coscienza delle regole, dei significati dello sport e dell’attività motoria
7.     sviluppare l’interesse per l’attività sportiva, sfruttando naturalmente, senza esasperazioni, le motivazioni primarie del gioco e dell’agonismo
8.     formare - a lungo termine - calciatori per le prime squadre, prioritariamente delle associazioni sportive coinvolte nel progetto Settore Giovanile Unificato, senza precludere ulteriori esperienze, adeguate alle potenzialità dei singoli, garantendo ai giovani calciatori le migliori opportunità per il proprio futuro sportivo anche offrendo la possibilità di mantenere il proprio impegno nel calcio, in alternativa o in continuità con il ruolo di calciatore, in qualità di dirigente, tecnico, arbitro
9.     favorire il pieno sviluppo del potenziale tecnico-motorio dei giovani calciatori, stimolando l’espressione positiva delle abilità individuali
10.   privilegiare, dal punto di vista didattico, lo sviluppo di competenze tecnico-tattiche individuali, il rapporto individuale con la palla ed i contenuti relativi alla fase di possesso palla
 
 
2.     Modalità di gioco
 
Le modalità di gioco dell’attività di base vengono specificate annualmente nel Comunicato Ufficiale n° 1 del Settore Giovanile e Scolastico della Federazione Italiana Giuoco Calcio, a cui si rimanda.[4]
Si ritiene utile richiamare in questa sede l’importanza, per la formazione tecnica dei giovani calciatori, della disputa di partite su campi ridotti e con numero di giocatori ridotto, con particolare riferimento alla possibilità di programmare lo svolgimento di più partite contemporaneamente, in modo da aumentare in maniera significativa la partecipazione di ciascun bambino agli incontri ufficiali.
Si cercherà quindi di favorire l’impiego contemporaneo di tutti i calciatori iscritti in lista; qualora il numero di calciatori non fosse sufficiente per disputare, ad esempio, due gare 7c7, verrà formulata richiesta alla società avversaria di realizzare una gara 7c7 e l’altra, ad esempio, 5c5, utilizzando una dimensione del campo idonea all’età dei bambini.
In ogni caso al termine del primo tempo, vanno effettuate obbligatoriamente tutte le sostituzioni ed i nuovi entrati non possono più essere sostituiti fino al termine del secondo tempo, tranne che per validi motivi di salute; nel terzo tempo le sostituzioni si effettuano con la procedura cosiddetta “volante”, assicurando così ad ogni bambino in elenco una presenza in gara quanto più ampia possibile.
Qualora il numero di giovani calciatori impiegati in gara fosse molto elevato e non si potessero disputare contemporaneamente altre gare nello stesso campo di gioco/impianto, è possibile aumentare il numero dei tempi di gioco fino a quattro (Pulcini: 4 tempi da 15’; Esordienti: 4 tempi da 20’).
In tal caso, tutti i calciatori dovranno partecipare al gioco per almeno due tempi ininterrotti, fatti salvo, naturalmente, casi di infortunio.
Nelle categorie Pulcini ed Esordienti, per l’arbitraggio delle gare si deve ricorrere a:
1.      tecnici della società ospitante o tecnici della società ospitata o arbitraggio di un tempo ciascuno da parte dei tecnici di entrambe le squadre ed un tempo con formula dell’autoarbitraggio;
2.     calciatori della categoria Allievi e Juniores tesserati per la stessa Società;
3.     dirigenti, solo se appositamente istruiti al riguardo a seguito di un Corso sul Regolamento di Giuoco tenuto dalla FIGC;
4.     autoarbitraggio.
La scuola calcio Aquileia-Terzo predilige e favorisce, a scopo formativo, il ricorso alle modalità 2 e 4 e si impegna nella divulgazione dell’utilizzo della “Green Card”, il cartellino verde che premia i giovani calciatori che si rendano protagonisti di particolari gesti di “Fair Play” (Gioco Giusto) o di “Good Play” (Gioco Buono).
Si ricorda, infine, l’alto valore educativo del rituale del saluto, fra i partecipanti all’incontro, sia all’inizio, sia alla fine di ogni confronto.
 
 
3.     Analisi della situazione
 
Nell’ambito del processo di formazione pluriennale del giovane calciatore vengono valutati i diversi fattori che determinano la prestazione calcistica e lo sviluppo della personalità, tenendo in debita considerazione i vari livelli di specializzazione.
Di seguito vengono riportati gli indicatori di riferimento per l’osservazione sistematica e le eventuali prove di verifica-valutazione dei processi di maturazione-formazione e di insegnamento-apprendimento.
I livelli raggiunti verranno annotati secondo le seguenti fasce:
1.      livello A:   molto al di sopra della media - riesce molto bene nell’esecuzione/scelta
2.     livello B:   sopra la media - riesce bene nell’esecuzione/scelta
3.     livello C:   nella media - riesce nell’esecuzione/scelta
4.     livello D:   sotto la media - riesce parzialmente nell’esecuzione/scelta, qualche difficoltà
5.     livello E:   molto al di sotto della media - non riesce nell’esecuzione/scelta
 
Area fisico-motoria
-     cambiamenti di peso e altezza, determinazione dell’indice di massa corporea (BMI)
-      livello di maturazione raggiunto (età biologica)
-     grado di flessibilità delle principali articolazioni
-     capacità di rapidità e velocità (frequenza di appoggi, accelerazione e cambi di direzione)
-     capacità di resistenza
-    livello di sviluppo e consolidamento degli schemi motori di base
-     livello di sviluppo della coordinazione dinamica generale e delle singole capacità coordinative
 
Area tecnico-coordinativa
-    livello di sviluppo delle abilità tecniche
-   modalità esecutive ed efficacia dei gesti tecnici nell’ambito di esercitazioni specifiche, con compiti di precisione, con complessità temporale e con complessità coordinativa
-   sensibilità del rapporto piede-palla (contatto continuo e contatto alternato o palleggio)
-   saper controllare la palla mantenendone il dominio in situazione dinamica (guida della palla, finte e dribbling senza opposizione dell’avversario)
-   saper calciare corto (interno piede) e lungo (interno-collo piede)
-   saper ricevere la palla (controlli - stop, controlli orientati - stop a seguire)
-   saper calciare in porta (tiro) con potenza e precisione (collo, interno-collo, esterno-collo; al volo; di controbalzo - drop)
-   saper calciare in acrobazia (rovesciate)
-   saper utilizzare l’arto non dominante (piede debole)
-   saper colpire la palla di testa, anche in elevazione staccando correttamente da terra
 saper colpire la palla di testa in acrobazia (colpo di testa in tuffo)
-   saper accoppiare gesti tecnici diversi
-   saper eseguire le finte
-   livello di sviluppo delle abilità tecniche del portiere
o       sensibilità nel rapporto mano-palla (manipolazione)
o       saper effettuare le prese basse e alte
o       saper effettuare le uscite basse e alte
o       saper effettuare i tuffi (traiettorie alte e radenti)
 
Area tattico-cognitiva
-      capacità di risolvere i problemi di gioco
-      abilità tecnico-tattiche individuali in fase di possesso (1:1 e 2:1)
-      abilità tecnico-tattiche individuali in fase di non possesso (1:1, 2:1 e 2:2)
-      abilità tecnico-tattiche individuali del portiere (1:p, 2:p)
-      abilità tattiche collettive in fase di possesso
-     abilità tattiche collettive in fase di non possesso
 
Tattica individuale (tecnica applicata)
-     modalità esecutive, efficacia dei gesti tecnici e delle soluzioni scelte nell’ambito di situazioni di gioco (esercitazioni con opposizione dell’avversario)
-    in fase di possesso palla, saper:
o       superare l’avversario (finte e dribbling)
o       proteggere la palla (difesa e copertura della palla)
o       passare la palla al compagno che si smarca (passaggio “a uomo” e “nello spazio”)
o       smarcarsi (diverse direzioni dello spazio, uscire dal “cono d’ombra” del difensore in “zona luce”, smarcarsi sul “lato debole” e sull’”anticipo”, dietro e davanti al difensore)
o       mantenere il possesso palla in un contrasto
o       concludere (conclusione in porta su tiro, deviazioni, respinte)
o       giocare di prima intenzione
-      in fase di non possesso palla, saper:
o       prendere posizione in riferimento all’avversario, alla palla, allo spazio, ai compagni
o       marcare il portatore di palla (difesa sull’avversario che “punta” e sull’avversario che difende la palla)
o       temporeggiare
o       marcare l’avversario in appoggio
o       contrastare (contrasto frontale, laterale e scivolato)
o       intercettare e anticipare
o       difendere la porta
o       aiutare un compagno in copertura
Tattica collettiva
-      modalità esecutive, efficacia dei gesti tecnici e delle soluzioni scelte nell’ambito di situazioni di gioco collettive (di reparto e di squadra)
-     in fase di possesso palla, saper:
o       prendere posizione, allargare gli spazi ed occupare lo spazio libero
o       mantenere il possesso palla
o       giocare di prima intenzione
o       conquistare spazio, verticalizzare, attaccare in profondità
o       allargare il gioco, cambiare gioco, attaccare in ampiezza
o       mantenere la propria posizione in campo, rispettando semplici consegne relative all’equilibrio di squadra
o       gestire le situazioni di gioco da fermo
o       applicare il regolamento di gioco
-      in fase di non possesso, saper:
o       chiudere, restringere gli spazi
o       temporeggiare
o       difendere a uomo e in coppia: copertura e difesa “L”
o       mantenere la propria posizione in campo, rispettando semplici consegne relative all’equilibrio di squadra
o       gestire le situazioni di gioco da fermo
o       applicare il regolamento di gioco
 
Nel caso di valutazione dei livelli di tattica collettiva, annotare il livello di abilità raggiunto nell’efficacia delle scelte collettive, di reparto o di squadra.
-      livello A:   reparto/squadra molto al di sopra della media - riesce molto bene nell’esecuzione/scelta
-      livello B:   reparto/squadra sopra la media - riesce bene nell’esecuzione/scelta
-      livello C:   reparto/squadra nella media - riesce nell’esecuzione/scelta
-      livello D:   reparto/squadra sotto la media - riesce parzialmente nell’esecuzione/scelta, qualche difficoltà
-      livello E:   reparto/squadra molto al di sotto della media - non riesce nell’esecuzione/scelta
 
Area del sé-neuropsicologica-relazionale
-      area del sé: autonomia personale, autostima, motivazione al compito, interesse, impegno, partecipazione, controllo emotivo, reazione alle difficoltà, agonismo, combattività, capacità di prendere iniziative e assumersi responsabilità
-      area neuropsicologica: capacità attentive
-      area relazionale: autonomia sociale, capacità comunicative, rapporto con i compagni e gli adulti, capacità di collaborare con gli altri nel realizzare un obiettivo comune, capacità di guidare il gruppo, comportamento, rispetto delle regole
-      informazioni sull’ambiente e lo stile di vita, sul rendimento e le eventuali difficoltà scolastiche, sulla gestione del tempo libero
 
 
4.     Fasi dello sviluppo
 
Profilo psicomotorio categoria PICCOLI AMICI
-      Pensiero egocentrico e sincretico (globale)
-      Fase di centramento: attenzione limitata
-      Proiezione di sé stessi nell’ambiente
-      Il bambino dimostra un certo egoismo (egocentrismo), ha bisogno di avere vicino a lui sempre il pallone, che non vuole dividere con gli altri; poca disponibilità verso gli altri
-     Movimenti istintivi e irrazionali
-     Dalla fase preparatoria (corpo percepito) alla fase delle operazioni concrete (corpo rappresentato)
-     Differenziazione e controllo generale di tipo senso-motorio (attenzione interna)
-     Organizzazione spazio-tempo vissuta (non mentale)
-     Fase della comprensione del compito e della coordinazione grezza
-     Il bambino vuole esplorare continuamente per imparare a giocare e migliorare la propria motricità di base
 
Profilo psicomotorio categoria PULCINI
-     Inizio fase di decentramento: attenzione flessibile e proiettata su più elementi
-      Capacità di analizzare la situazione
-     Maggiore adattamento a situazioni nuove
-      Capacità di prendere in considerazione altri punti di riferimento per organizzare il proprio spazio di azione
-      Sviluppo attenzione psico-semantica
-      Inizio operazioni mentali flessibili e reversibili
-      Ampliamento dello spazio d’azione (sociale)
-      Se vissuto e superato spontaneamente l’egocentrismo dell’età precedente, il bambino si relaziona sempre meglio con i propri compagni, all’interno di una attività strutturata-gioco
-      Maggiore capacità di confronto, autostima delle proprie capacità, collaborazione e accettazione delle regole
-      Maggiore aspirazione al risultato (motivazione esterna)
-      Conoscenza e padronanza del sé corporeo
-      Fase della coordinazione fine
-      Movimenti più controllati
-      Capacità di combinare più elementi
-      Le abilità diventano funzionali al compito, anche se ancora sono soggette a fattori di disturbo
-     La motricità di base comincia a definirsi all’interno delle abilità tecniche
-      Acquisizione di comportamenti adeguati alle varie situazioni attraverso il gioco
 
Profilo psicomotorio categoria ESORDIENTI
-      Dalla fase del pensiero concreto a quello astratto (ipotetico-deduttivo)
-      Capacità di anticipazione, elaborazione e programmazione di situazioni problema (attacco-difesa)
-      Capacità di risposta alle indicazioni tattiche richieste
-     Ricostruzione dell’azione motoria dalla descrizione verbale
-      Formulazione di altre ipotesi
-      Sviluppo capacità di autocritica
-      Formazione del pensiero creativo
-      Migliora l’integrazione con il gruppo; i rapporti interpersonali si trasferiscono anche al di fuori dell’ambiente sportivo
-     Sviluppo dello spirito di squadra; identificazione nel gruppo
-      Rispetto del ruolo dell’allenatore
-      Maggiori risposte in competizioni ufficiali
-      Stasi (regresso) e ripresa delle possibilità motorie
-      Fase dello sviluppo guidato delle capacità fisiche: prime risposte di una certa sensibilità a determinate sollecitazioni
-     Migliora la precisione e l’attenzione al particolare
-      Fase della disponibilità variabile
-      Miglioramento dei gesti tecnici appresi e formazione creativa dell’abilità
-      Maggiore spazio d’azione tecnico
 
 
5.     Definizione degli obiettivi
 
Obiettivi generali relativi all’area del sé-neuropsicologica-relazionale
-      aumentare progressivamente il livello di autonomia personale
-      potenziare l’autostima
-      sviluppare la combattività attraverso esperienze agonistiche educativamente corrette e rilevanti, senza eccessi di agonismo
-      sviluppare la capacità di autocontrollo: saper vivere l’esperienza di vittoria e sconfitta con equilibrio
-      stimolare interesse e impegno, motivando al compito e non al risultato agonistico
-      favorire la partecipazione alle attività ludico-motorie
-      sviluppare la capacità di prendere iniziative e assumersi responsabilità
-      migliorare la capacità di mantenere la concentrazione e l’attenzione
-      aumentare progressivamente il livello di autonomia sociale
-      saper rendersi utili
-      migliorare le capacità comunicative verbali e non verbali
-      migliorare la capacità di collaborare con gli altri per realizzare un obiettivo comune (spirito di squadra)
-      rispettare le regole, l’arbitro, gli avversari, i compagni e tutte le persone che seguono la squadra
-      capire l’importanza della generosità dell’umiltà
 
OBIETTIVI SPECIFICI PER LA CATEGORIA PICCOLI AMICI
 
Area fisico-motoria
-      Sviluppare la conoscenza del sé corporeo
-      Superare senza palla l’avversario che difende una meta
-      Migliorare la motricità di base (correre, colpire/calciare, saltare, rotolare, lanciare, afferrare ecc.)
-     Potenziare i canali senso-percettivi
-      Sviluppare la capacità di reazione e la rapidità
-      Organizzare il movimento in relazione a parametri spazio-temporali
 
Area tecnico-coordinativa
-      Sviluppare le condotte motorie primarie (es. correre e guidare la palla, …)
-      Sviluppare la coordinazione globale per mezzo di esercizi con la palla
-      Apprendimento tecnico: ricercare automatismi funzionali
-      Favorire un controllo propriocettivo nella gestione dei comportamenti tecnici
-      Organizzare il movimento in relazione a parametri spazio-temporali
-      Correre e guidare la palla, raggiungere obiettivi direzionali
-     Colpire e ricevere: passaggio e ricezione frontale con palla radente, fermare la palla con il piede dopo alcuni rimbalzi, tirare in porta
 
Area tattico-cognitiva
-      Proporre soluzioni sintetiche del compito motorio
-      Superare linee con forte superiorità numerica
-      Spostarsi: ostacolare il portatore di palla avversario
-      Attaccare e difendere la porta
-     Ampliare le capacità tattiche in situazioni semplici
-      Favorire il decentramento
-      Organizzare il movimento in relazione a parametri spazio-temporali
-      Cercare continue soluzioni di gioco in generale ed in particolare nel 2c2, 3c3, 4c4, 5c5
 
 
OBIETTIVI SPECIFICI PER LA CATEGORIA PULCINI
 
Area fisico-motoria
-     Potenziare la conoscenza e la padronanza del sé corporeo
-      Consolidare la motricità di base (correre, colpire/calciare, saltare, rotolare, lanciare, afferrare ecc.)
-      Combinare più elementi della motricità di base
-      Potenziare i canali senso-percettivi
-     Sviluppare la capacità di reazione e la rapidità (migliorare la capacità di reazione semplice e complessa in esercizi di rapidità; migliorare la rapidità, attraverso esercitazioni di tipo coordinativo)
-     Organizzare il movimento in relazione a parametri spazio-temporali
-      Orientarsi nello spazio di gioco
-      Mantenere una buona mobilità articolare
-      Incrementare le capacità di resistenza attraverso il gioco
 
Area tecnico-coordinativa
-      Apprendere gesti tecnici globalmente
-      Ricercare semplici automatismi funzionali
-     Favorire un controllo propriocettivo nella gestione dei comportamenti tecnici
-      Potenziare i canali senso-percettivi in relazione allo sviluppo di abilità
-      Controllare e gestire la tecnica in regime di rapidità; successivamente consolidare l’elemento tecnico in regime di pressione temporale
-     Saper combinare tra loro le azioni tecniche e successivamente sviluppare la capacità di combinare i vari gesti tecnici in regime di rapidità
-      Consolidare l’elemento tecnico in regime di difficoltà cognitiva
-     Sviluppare la capacità di eseguire i fondamentali in situazioni semplici (avversario passivo/semiattivo): eseguire le tecniche in presenza di un disturbatore
-     Sperimentare le traiettorie nel colpire, tirare e ricevere la palla
-      Consolidare le condotte motorie primarie (es. correre e guidare la palla, …)
-      Correre e guidare la palla in spazi più ristretti (maggiore densità rispetto al periodo didattico precedente)
-      Colpire e ricevere: passaggi e stop frontali e diagonali da fermo e in movimento
-     Tiro con rincorsa diagonale, frontale e laterale; valutare la posizione del portiere
-      Progettare l’azione successiva (stop a seguire, dai e vai - triangolazione -, dai e segui - sovrapposizione -)
-     Dribbling: sviluppare prerequisiti di guida e finta
-      Sviluppare la coordinazione fine, affinare i gesti tecnici (a partire dal secondo/terzo anno)
 
Area tattico-cognitiva
-      Ampliare lo spazio d’azione
-     Favorire il decentramento e l’organizzazione del movimento in relazione a parametri spazio-temporali
-     Orientarsi nello spazio di gioco
-     Conoscere e applicare semplici comportamenti collettivi
-      Ampliamento delle capacità tattiche in situazioni semplici
-      Correre e guidare la palla in spazi più ristretti (maggiore densità) con avversario presente in zona
-      Dribbling: superare un avversario presente in zona (sulla linea e nello spazio)
-      Progettare l’azione successiva (stop a seguire, dai e vai - triangolazione -, dai e segui - sovrapposizione -)
-      Spostarsi: riconoscere situazioni di attacco-difesa
-      Analizzare la funzione di marcamento e smarcamento (risposte più individuali che collettive)
-      Tirare in porta valutando la posizione del difensore/portiere
-      Cercare continue soluzioni di gioco nel 5c5 (primo anno)
-      Comprendere attraverso la verbalizzazione il concetto di alcune azioni (dal secondo anno)
-      Favorire la costruzione del gioco attraverso il passaggio a muro (dal secondo anno)
-     Sperimentare il concetto di sostegno e appoggio (dal secondo anno)
-      Cercare continue soluzioni di gioco nel 7c7 (dal secondo anno)
-      Disporre di più risposte di azione nell’ambito di una stessa situazione di gioco (dal terzo anno)
 
OBIETTIVI SPECIFICI PER LA CATEGORIA ESORDIENTI
 
Area fisico-motoria
-      Sviluppare, con guida adeguata, le capacità fisiche
-      Prevedere e anticipare le traiettorie
-      Sviluppare, attraverso i giochi a tema e le partite, le capacità di resistenza
-     Migliorare la forza-veloce attraverso esercitazioni di preatletismo generale
-      Sviluppare la rapidità e la reattività, sollecitare la frequenza di appoggi
-     Mantenere una buona mobilità articolare
 
Area tecnico-coordinativa
-      Migliorare i gesti tecnici appresi in condizioni variate e diversificate
-      Consolidare gli automatismi e sviluppare le condizioni di disponibilità variabile
-      Eseguire abilità tecniche in risposta a stimoli visivi
-      Consolidare gli elementi tecnici in regime di pressione temporale
-     Combinare abilità tecniche diverse in regime di rapidità
-      Consolidare gli elementi tecnici in regime di difficoltà cognitiva
-     Sviluppare la capacità di eseguire i fondamentali con la presenza dell’avversario semiattivo
-     Correre e guidare la palla con avversario in inseguimento
-      Formare la struttura motoria della finta
-     Colpire: sperimentare un spazio d’azione maggiore; passaggio in zona libera; più direzioni d’intervento; colpire con la testa, al volo, in acrobazia
-      Ricevere: prevedere e anticipare le traiettorie; organizzazione anticipatamente l’azione successiva
-     Sperimentare le traiettorie della palla in arrivo (controlli, stop orientati) e in uscita (modi di calciare, calciare per passare e per tirare)
 
Area tattico-cognitiva
-    Sviluppare la capacità di anticipare, elaborare e programmare situazioni problema (attacco-difesa)
-      Dribbling: correre e guidare la palla con avversario in opposizione
-      Formare la struttura mentale della finta
-     Sperimentare azioni in superiorità ed inferiorità numerica
-      Disporre di più risposte di azione nell’ambito di una stessa situazione di gioco
-     Passare: spazio d’azione maggiore; passaggio in zona libera; più direzioni d’intervento; maggiore comunicazione non verbale; organizzazione anticipata dell’azione successiva
-      Ricevere: organizzazione anticipata dell’azione successiva
-     Spostarsi: finte senza palla (finte di smarcamento); utilizzazione di riferimenti e precisazioni tattiche (schemi, azioni organizzate attacco-difesa); più direzioni d’intervento sul portatore di palla; marcamento all’appoggio
-     Sviluppare la collaborazione in fase offensiva, ricercare la superiorità numerica: sostegno e appoggio, inserimenti, sovrapposizioni, triangolazioni
-      Sviluppare il concetto di sostegno e appoggio
-      Marcatura individuale e concetto di zona attiva e zona passiva
-     Sviluppare la collaborazione in fase difensiva: concetto di aiuto difensivo, copertura, temporeggiamento e presa di posizione
-      Sperimentare i principi di attacco e difesa (saper disporsi in fase di possesso e non possesso - scaglionamento -, mantenere il possesso palla, ricercare le varianti del gioco in ampiezza e in profondità)
-      Padroneggiare compiti di reparto in relazione allo sviluppo del gioco collettivo
-     Prima definizione del ruolo
 
 
6.     Selezione dei contenuti
 
I.      Ambito di allenamento: FATTORE TECNICO-COORDINATIVO
-      Esercizi e giochi individuali, a coppie, a piccoli gruppi
-      Esercizi e giochi di sensibilizzazione con la palla
-     Conoscenza dei fondamentali tecnici
-      Esercizi e giochi con compiti di precisione
-      Esercizi e giochi con compiti di autovalutazione
-      Gare a punteggio
-      Gare a bersaglio (tiri, palloni e bersagli di diverse dimensioni)
-      Percorsi
-      Circuiti
-     Esercizi e giochi con complessità temporale
-    Attività in spazi ridotti
-      Esercizi e giochi a confronto
-      Esercizi e giochi ad inseguimento
-      Esercizi e giochi a tempo
-      Staffette
-      Esercizi e giochi con complessità coordinativa
-      Condotte motorie primarie: combinazione fra elementi tecnici e schemi motori di base
-      Situazioni non abituali nel corpo nello spazio ed esercizi di preacrobatica con la palla
-     Esercizi con mantenimento e ripristino dell’equilibrio statico, dinamico e in volo
-      Esercizi e giochi con reazione e adattamento a stimoli visivi, uditivi e tattili
-      Esercizi e giochi con orientamento nello spazio
-      Esercizi e giochi con valutazione delle traiettorie
-      Attività con accentuata superiorità numerica
-      Giochi di territorio
-      Giochi di linea
-      Giochi di porta
-      Giochi popolari adattati
 
II.    Ambito di allenamento: FATTORE TATTICO-COGNITIVO
a.    SITUAZIONI DI GIOCO E GIOCHI COLLETTIVI
b.    GIOCO PARTITA
-      Esercizi e giochi con complessità situazionale
-      Esercizi e giochi di opposizione e contatto
-      Situazioni di gioco facilitate: risoluzione di problemi di gioco con avversari in condizioni di difficoltà, attività in forte superiorità numerica
-      Situazioni di gioco semplici: numero ridotto di giocatori e di soluzioni possibili, 1c1, 2c1, 1c2, 2c2
-      Situazioni di gioco finalizzate e non finalizzate: sviluppo del gioco orientato e non orientato verso la conclusione in porta
-      Gare a punteggio
-      Situazioni e giochi a confronto
-      Giochi e attività a squadre con numeri e spazi ridotti
-      Giochi di territorio
-      Giochi di linea
-      Giochi di porta
-      Giochi popolari adattati
-      Partite a tema a carattere finalizzato e non finalizzato: sviluppo del gioco orientato e non orientato verso la conclusione in porta
-      Situazioni di gioco da fermo senza e con opposizione attiva
-      Giochi e partite a tema con utilizzo di “zone franche” (senza opposizione): zone laterali, zone centrali, zone frontali, zone meta
-      Giochi e partite a tema con jolly, portiere volante, ecc. per creare inferiorità/superiorità numerica
-      Giochi e partite a tema con miniporte (due o più) e/o porte regolamentari
-      Disposizione in campo statica/dinamica con o senza palla in assenza di avversari
-      Partite con numero di giocatori e spazi ridotti: 2c2, 3c3, 4c4, 5c5, 6c6, 7c7, 8c8, 9c9
-      Mini-tornei
-      Partite o mini partite senza vincoli, organizzate in autonomia (“calcio di strada”)
 
III. Ambito di allenamento: FATTORE FISICO-MOTORIO
-      Esercizi di coordinazione dinamica generale e intersegmentaria
-      Schemi motori posturali e dinamici
-      Andature
      Esercizi per la lateralità: lato destro/sinistro del corpo
-      Combinazione di abilità di base diverse: rotolare e correre, stacchi e rotazioni in volo, cadute e rotolamenti, ...
-      Situazioni non abituali del corpo nello spazio, esercizi di preacrobatica
-      Gare e giochi in forma rapida
-      Staffette
-      Esercizi di reazione motoria (stimoli visivi, tattili, uditivi)
-      Esercizi di organizzazione spazio/temporale: valutazione delle traiettorie, lanci, compiti tecnici, spostamento in funzione del compagno o della palla
-      Esercizi ritmici: frequenza di appoggi e movimenti, senza e con la palla
-      Esercizi per il mantenimento e il ripristino dell’equilibrio statico, dinamico, in volo senza e con la palla
-      Esercizi di orientamento nello spazio
-      Esercizi di differenziazione (richieste di precisione)
-      Esercizi di accoppiamento o combinazione motoria (fra schemi motori e/o abilità)
-      Circuiti
-      Percorsi
-      Giochi popolari, giochi a squadre
-      Giochi di opposizione e contatto
-      Sport alternativi
-      Esercizi di propriocettività
-      Stretching
-      Esercizi di mobilità articolare
-      Andature (skip vari, preatletici), tipi di corsa
-      Partenze in frequenza e in sbilanciamento, frequenza di appoggi
-      Impulsi e spinte
-      Sprint (diverse posizioni di partenza con stimoli visivi, uditivi, tattili)
-      Sprint con cambi di direzione e di verso (slalom e navette)
-      Corsa continua
 
 
 
 
Indicazioni specifiche per lo sviluppo della motricità di base e della coordinazione dinamica generale (preacrobatica applicata al calcio)
-      Saltelli sul posto o in avanzamento coordinando arti superiori e inferiori
-      Percorsi o circuiti misti con sollecitazione degli schemi motori di base (camminare, correre, saltare, lanciare, afferrare, spingere, colpire, arrampicarsi, …)
-      Andature con appoggio delle mani a terra sollevando bacino e piedi (salti fra i cerchi, superare ostacoli, …: “rana”, “coniglio”, “asino”, …) 
-      Cadute dalla posizione in ginocchio – in piedi, cedendo sulle braccia, anche con gesto tecnico abbinato (es. colpo di testa in tuffo)
-      Come punto 2. rotolando a destra o sinistra, con comando dell’allenatore, anche con gesto tecnico abbinato (es. presa per il portiere)
-      Esercizio a tre o più giocatori: da proni saltare sopra al compagno che rotola sul fianco e ripetere a ruoli invertiti con il compagno successivo
-      Da seduti superare un cono a destra e a sinistra a gambe distese, oppure divaricando le gambe per poi riunirle, anche da corpo proteso dietro
-      Da corpo proteso dietro far passare le gambe flesse in mezzo alle braccia e raggiungere la posizione seduta
-      Da mani in appoggio sollevare il bacino e distendere le gambe simultaneamente, anche con palla fra i piedi o fra le gambe
-      Saltelli vari con la funicella
-      Piccoli balzi fra ostacoli con palla in mezzo ai piedi
-      Salti e rotazioni in volo dentro il cerchio (da ¼ di giro fino al giro completo e oltre a destra e sinistra)
-      Superare l’ostacolo ed effettuare rotazioni in volo come punto 5. con arrivo dentro un cerchio
-      Stacco da appoggio (uno o due piedi su panca, trave, …) abbinando gesto tecnico in volo (es. colpo di testa)
-      Salto singolo o serie di rimbalzi su pedana elastica abbinando gesto tecnico (es. colpo di testa), anche con variazioni di ritmo
-      Salto a superare con i piedi un bastone o una funicella tesa impugnata fra le mani, (in condizioni facilitate lasciare la presa per poi riprenderla)
-      Stacco su pedana elastica, tuffo su materasso con colpo di testa (anche presa o deviazione del portiere, …), con diverse traiettorie di arrivo e di uscita della palla
-      Saltare sopra ad un ostacolo e passare sotto all’ostacolo successivo
-      Capovolta avanti facilitata (a gambe divaricate, piano inclinato, appoggio piedi rialzato), con partenza e arrivo a piedi pari, sopra ostacoli bassi, con palla in mezzo ai piedi
-      Rullata sul dorso, anche colpendo la palla in rovesciata o lanciandola lontano con i piedi
-      Capovolta dietro (per evitare una forte pressione a livello cervicale, svincolare una spalla, liberare un braccio e portare il capo su un lato)
-      Capovolta dietro lanciando lontano la palla tenuta fra i piedi
-      Esercizio a coppie: rotolare tenendo la presa sulle caviglie del compagno
-      Rovesciate e semirovesciate
-      Esercizi con palla da 90 cm di diametro: ad es. da distesi con il dorso a contatto con la palla, mani in appoggio, richiamare gli arti inferiori raggiungendo la stazione eretta
-      Verticale sui tre appoggi
-      Verticale alla parete, uscita in capovolta dalla verticale, verticale e capovolta
-      Ruota e rondata
-      Tuffo e capovolta con e senza pedana elastica
-      Colpo di testa in tuffo
-      Brevi percorsi abbinando diversi elementi ricercando un ritmo esecutivo
-      Percorsi di equilibrio (diverse superfici limitate o instabili: pedane propriocettive, “meduse”, asse di equilibrio, …)
Nota: sono sufficienti pochi minuti all’inizio di ogni allenamento (subito dopo la fase di attivazione o riscaldamento)
7.     Scelta dei metodi
 
Per ogni ciclo di insegnamento-apprendimento occorre stabilire l’ordine secondo il quale proporre i contenuti relativi ad un determinato obiettivo (progressioni didattiche).
Fra i vari metodi didattici vengono privilegiate tutte le forme di apprendimento per ricerca (induttive).
Per quanto riguarda l’esecuzione dei gesti tecnici vengono presi in considerazione i seguenti aspetti:
-      la richiesta di precisione non rappresenta l’unico metodo per l’acquisizione delle abilità;
-      le abilità si acquisiscono anche con pressione temporale, con impegno coordinativo, cognitivo e situazionale;
-      le abilità di acquisiscono funzionalmente al compito, evitando richieste di precisione esecutiva fini a se stesse;
-      le abilità si acquisiscono generalmente in forma globale, intervenendo analiticamente sull’apprendimento del gesto tecnico solamente qualora venga richiesto dalla complessità del gesto stesso oppure quando l’età e le esperienze formative del giovane calciatore lo consentano.
 
Il carico didattico
-      Didatticamente il carico deve essere somministrato in forma graduale e progressiva.
-      La qualità degli esercizi che caratterizzano il carico dovrà risultare inizialmente composta da elementi considerati di semplice attuazione e poi via via sempre più complessi.
-      L’allievo, a seconda del grado di motricità generale e specifica acquisita, dovrà affrontare il problema motorio dapprima con facilità (verifica delle reali possibilità) e poi gradualmente superando delle difficoltà.
-      Il “semplice” ed il “complesso” rappresentano l’esercitazione nei suoi tratti caratteristici, cioè quello che viene proposto all’allievo nelle sue difficoltà intrinseche.
-      Il “facile” ed il “difficile” esprimono la condizione psicomotoria con cui l’allievo affronta l’esercitazione.
-      Potrà capitare che un’esercitazione semplice per alcuni potrà risultare complessa e, viceversa, un’esercitazione complessa risulterà per alcuni allievi di facile attuabilità.
 
Le sequenze didattiche
-      E’ compito di ogni allenatore evidenziare (correggere e valorizzare) il risultato di ogni azione o gesto dell’allievo.
-      Il miglioramento passa attraverso la presa di coscienza dei successi e degli insuccessi (consapevolezza, autovalutazione).
-      E’ fondamentale definire in maniera chiara ed inequivocabile gli obiettivi operativi nell’ambito di ogni seduta di allenamento e “dare un titolo” ad ogni proposta operativa (“oggi faremo…”).
-      I mezzi più usati per le spiegazioni sono: il modello e la spiegazione verbale; è opportuno precisare che:
o      guardare non è osservare: bisogna indicare “cosa guardare” e, secondo il livello, indicare solamente le cose importanti;
o      parlare non è spiegare: bisogna focalizzare l’obiettivo in maniera semplice ma precisa;
o      dimostrando e spiegando contemporaneamente bisogna costruire frasi brevi con obiettivi semplici;
o      di fronte ad una risposta errata, l’allenatore deve pensare che può essere dovuta ad un errore di comunicazione.
-      Per un apprendimento efficace è determinante il clima che esiste nel gruppo.
-      Le proposte per l’apprendimento vanno dosate sulle risposte degli allievi.
 
 
La scelta dei metodi didattici
-      Gli elementi fondamentali che guidano il lavoro sul campo sono la complessità del compito e l’organizzazione del compito:
o      di fronte ad un compito semplice (es. guida della palla) possono essere utilizzati metodi che tengano più conto della totalità del gesto e non delle sue particolarità (metodo globale);
o      di fronte ad un compito complesso (es. colpo di testa) l’approccio dovrà essere impostato per sequenze (metodo analitico), verificando costantemente sia le particolarità che i collegamenti, senza perdere però di vista l’insieme gestuale o comunque l’azione nella sua espressione globale.
-      L’approccio analitico e globale possono essere proposti dall’allenatore con modalità sostanzialmente diverse:
o      l’allievo viene sollevato totalmente o parzialmente dal fornire interpretazioni personali del problema; è l’insegnante che decide per lui (metodo deduttivo);
o      oppure si cerca di coinvolgere l’allievo ad elaborare una propria idea a proposito del problema da risolvere, per prove e tentativi (metodo induttivo).
 
Considerazioni sulla gestione del tempo
Gli allenatori dovranno porre in atto tutte le procedure necessarie per potenziare il tempo di apprendimento attivo, ovvero il tempo in cui l’allievo si sta esercitando con successo.
Da questo punto di vista l’insegnamento efficace si basa sui seguenti accorgimenti:
-      Obiettivo: aumentare il tempo a disposizione:
o      collocare rapidamente le attrezzature;
o      organizzare adeguatamente le attività;
o      presentare le proposte in modo conciso, preciso, specifico.
-      Obiettivo: aumentare il tempo dedicato al compito:
o      proporre attività ben adattate al livello di abilità degli allievi;
o      dedicare parte della lezione ad attività di gruppo per raggiungere un livello minimo di attività;
o      creare un clima positivo;
-      Obiettivo: organizzare la didattica:
o      attività collettive su una singola proposta: tutti eseguono contemporaneamente la stessa attività; in questo caso modulare adeguatamente i tempi di pausa;
o      attività individuale: bambini impegnati uno alla volta; in questo caso il tempo di lavoro effettivo per ciascun bambino è limitato;
o      attività a gruppi: i bambini sono divisi in gruppi e possono lavorare contemporaneamente, o in successione, sullo stesso compito (ad esempio per livelli diversi di abilità) o su compiti diversi (per l’uso di attrezzi diversi o per esercizi diversi); modalità di lavoro a gruppi:
1       lavoro a stazioni (circuito);
2       esercitazioni in fila o in righe.
 
Considerazioni ed indicazioni metodologico-didattiche per lo sviluppo della motricità di base
-      Un processo pluriennale di formazione sportiva giovanile non può trascurare gli effetti di una preparazione multilaterale di base (ampio sviluppo degli schemi motori di base, delle capacità senso-percettive e delle capacità coordinative).
-      Gli schemi motori di base costituiscono la motricità del bambino: camminare, correre, saltare, lanciare, afferrare, …
-      Le capacità senso-percettive rappresentano determinate potenzialità dell’individuo di avvertire e reagire a degli stimoli interni ed esterni al corpo; il processo di ricezione, trasmissione e decodifica del segnale, viene attribuito a delle strutture nervose chiamate analizzatori.
-      Le capacità coordinative sono quelle componenti del movimento che ne assistono il decorso, regolando le varie successioni e gli adattamenti eventuali in funzione di variabili ambientali.
-      La crescita delle abilità dipende anche dalla ricchezza del bagaglio motorio, soprattutto dal livello di sviluppo delle capacità senso-percettive e coordinative, viceversa un livello più qualitativo di abilità tecniche favorisce l’evoluzione di tali potenzialità; questo processo di interattività si rende possibile in quanto il fenomeno va sempre inteso nella sua globalità, mentre sarebbe errato considerare gli elementi della motricità staccati tra loro senza un’appropriata azione sinergica.
-      Le abilità calcistiche dovranno quindi favorire lo sviluppo della motricità di base caratterizzandosi anche come mezzo e non solamente come fine, lasciando all’occorrenza un adeguato spazio (tanto più ampio quanto più basso è il livello di specializzazione) ai contenuti dell’allenamento a carattere più generale.
 
Considerazioni ed indicazioni metodologico-didattiche per lo sviluppo della tecnica
-      Il calcio è uno sport “di situazione” in cui i gesti tecnici devono essere funzionali e adattarsi a situazioni ed azioni mutevoli (“open skills” ovvero abilità aperte).
-      Il calcio è uno sport ad elevato coefficiente tecnico-coordinativo poiché si utilizzano i piedi per interagire con la palla.
-      Nel calcio la tecnica rappresenta l’elemento basilare per eccellenza.
-      L’apprendimento della abilità tecnica è un processo graduale, caratterizzato da stadi di formazione e basato sul principio della ripetizione.
-      L’esecuzione tecnica fine a se stessa, non ha alcun senso se non viene poi collegata (funzionalità) al contesto (situazione) che ne giustifica l’utilizzazione.
-      Il processo di apprendimento che prende il via dallo sviluppo della tecnica di base per arrivare fino all’applicazione delle abilità nel contesto di gioco (tecnica applicata o tattica individuale) non prevede esclusivamente la presenza dell’avversario, come variabile unica per l’aumento della complessità del compito, ma anche ulteriori fattori:
o      complessità iniziale: compiti di controllo motorio e di precisione;
o      complessità temporale: compiti di precisione in regime di rapidità;
o      complessità di differenziazione: compiti di precisione in regime di forza;
o      complessità coordinativa: compiti di precisione e di combinazione motoria, reazione motoria, percezione visiva, percezione spaziale;
o      complessità situazionale: compiti di precisione ed efficacia con la presenza dell’avversario in condizioni normali o facilitate;
o      combinazioni di complessità.
-      Nell’insegnamento della tecnica bisogna mettere il giovane giocatore nelle condizioni di percepire coscientemente e quindi opportunamente valutare l’efficacia del proprio comportamento (feed-back) creando una maggior motivazione ad apprendere.
-      Il processo di insegnamento-apprendimento nel calcio non può basarsi esclusivamente e rigidamente sulla ripetizione standardizzata (anche se talvolta ciò è inevitabile).
-      Una tecnica che si rifà con eccessiva rigidità ad un modello teorico (anche se corretto) corre il rischio di non essere adattabile alle dinamiche evolutive dell’allievo.
-      Le attività di gioco globale e di situazione devono essere proposte quanto mai precocemente senza dover aspettare il consolidamento tecnico, che lieviterà comunque indirettamente con un rapporto preferenziale mediato dalle richieste di gioco; nel modello strutturale in parallelo le fasi di passaggio dalle attività semplici alle attività complesse di gioco evidenziano l’interpretazione di globalità e di sovrapponibilità degli elementi che costituiscono la prestazione.
 
Considerazioni ed indicazioni metodologico-didattiche per lo sviluppo della tattica
-      Nell’ “allenamento integrato” l’elemento tattico viene posto come soluzione di problemi reali.
-      Le varie sequenze di gioco esprimono la capacità del giocatore di percepire, decidere, eseguire e interpretare, trattenendo e interagendo tramite operazioni di memoria (capacità cognitive).
-      Il comportamento tattico è conseguente allo sviluppo del pensiero tattico e consiste in un’attività orientata verso il successo ottimale, effettuata in relazione alle proprie abilità tattiche, capacità tecniche e possibilità condizionali.
-      Il comportamento tattico è un sistema di ricerca oggettivo che non sceglie soltanto il più favorevole tra gli obiettivi possibili, ma addirittura li perfeziona nel processo della soluzione del compito.
-      L’obiettivo dell’addestramento tattico deve tendere a rendere capace il giovane di organizzare e condurre la competizione (saper giocare).
-      I processi cognitivi sono molto importanti, quindi bisognerà fare in modo che sia data la possibilità di espletare notevoli esperienze di gioco.
-      La formazione tattica di un giovane calciatore può essere avviata precocemente se per tale processo intendiamo quei procedimenti didattici finalizzati a: sviluppare un’adeguata dinamicità mentale, formulare ipotesi di gioco, utilizzare in relazione ad uno scopo le abilità apprese, percepire e valutare le situazioni di gioco.
-      Altro è il trasferimento e l’applicazione di conoscenze tattiche collettive o di strategie di gara, obiettivi terminali del processo di formazione del calciatore, da proporre con gradualità, senza esasperazioni.
 
Considerazioni sull’avviamento al ruolo
-      Per ciò che riguarda la specificità del ruolo, compreso il portiere, si può ipotizzare che fino agli 11-12 anni (categoria Esordienti) sia importante conoscere e sperimentare la maggior parte delle variabili situazionali dipendenti dalla collocazione in campo, sia quindi con specificità difensiva e offensiva (variante longitudinale), che rispetto alla posizione centrale, di destra e sinistra (variante trasversale).
-      Essenzialmente bisogna fare in modo che nella prima fase evolutiva del processo formativo, dove sono presenti grandi modificazioni sul piano biologico e motorio, sia data la possibilità all’allievo di espletare notevoli esperienze di gioco.
-      Successivamente, rilevate le indicazioni necessarie per definire con più precisione la specificità tattica all’interno del collettivo, si potrà riconoscere, con un maggior margine di sicurezza e pertinenza, la predisposizione per un ruolo più specifico.
-      Nel seguire tale impostazione non bisogna trascurare le peculiarità individuali, laddove a causa di limitate doti tecniche o fisiche, oppure in presenza di una scarsa predisposizione alla sperimentazione di situazioni nuove, la rotazione dei ruoli potrebbe diventare controproducente ai fini della affermazione personale, favorendo sensazioni di insicurezza.
 
Controllo del carico didattico
Anche nel calcio, così come avviene per tutte le attività sportive, il programma di allenamento si basa e viene sviluppato in considerazione di caratteristiche specifiche proprie del tipo di sport, delperiodo evolutivo e tecnico degli allievi, degli obiettivi da raggiungere in relazione alla fase di apprendimento all’interno di una periodizzazione (annuale, mensile, settimanale), dei riscontri ottenuti dalle varie procedure di valutazione attuate all’interno del ciclo periodico.
Se prendiamo in riferimento l’anno sportivo, gli obiettivi generali del programma didattico devono seguire criteri di temporalità in relazione alle modificazioni dovute all’apprendimento.
Nei primi mesi dell’anno gran parte del tempo disponibile dovrà essere utilizzato per migliorare i presupposti più generali della prestazione, cioè le capacità senso-percettive e di coordinazione dinamica generale ed il ripristino della funzionalità organica e muscolare.
I mesi centrali dell’anno dovranno essere la base fondamentale per la strutturazione e lo sviluppo delle abilità tecnico-tattiche in regime di apprendimento facilitato e progressivamente in situazioni da semplici a via via più complesse.
Ed infine, sempre con gradualità, prenderà evidentemente più consistenza e specificità l’aspetto legato al gioco, ai principi di tattica generale, alle gare di formazione ed in competizioni ufficiali.
Sarà opportuno, seguendo una logica di ripartizione temporale degli stimoli nel corso del ciclo di apprendimento o più semplicemente dell’anno di attività, dare una sequenzialità ai contenuti del programma in modo da facilitare il percorso di formazione.
Ad esempio le pressioni ambientali, che rappresentano delle complessità a cui l’allievo dovrà rispondere, saranno inizialmente quasi totalmente assenti e, col passare delle settimane, diverranno sempre più utilizzate fino a creare le condizioni di apprendimento più specifiche per la prestazione del giocatore di calcio. Nella seconda parte dell’anno aumenteranno gradatamente i vincoli dai quali l’allievo dovrà liberarsi per poter effettuare il gesto tecnico, con possibilità di successo relativamente all’obiettivo presente nell’esercizio.
Anche per il fattore tattico, che nell’itinerario didattico da percorrere rappresenta l’elemento di trasferimento delle abilità tecnico-tattiche nel gioco collettivo, si dovrà procedere inevitabilmente secondo l’impostazione descritta precedentemente riguardo la formazione delle abilità. Le abilità tecniche erano dapprima considerate fini primari del programma, in vista di una loro applicazione nel gioco-partita; successivamente, l’esigenza di strutturare una mentalità collettiva organizzata, e gli esercizi che predispongono l’allievo a questa eventualità, richiedono di considerare ora le qualità tecniche come strumenti motori per esprimere determinate decisioni prese dal calciatore, che scaturiscono da un processo di selezione delle informazioni esterne e di elaborazione di un progetto mentale.
Nel calcio, come in altri giochi sportivi, la tecnica non rappresenta il fattore dominante, bensì va considerata come uno strumento al servizio della tattica di gioco.
-      L’intervento didattico può essere distribuito sulla base di criteri temporali (cicli) a cui l’allenatore dovrebbe far riferimento nel costruire il piano di lavoro annuale.
-      La formazione delle abilità deve procedere cercando di sfruttare le varie espressioni del gesto tecnico in relazione a svariati e specifici adattamenti; il passaggio, il dribbling, il tiro, il controllo della palla, …, dovranno essere strutturati ricercando sia automatismi, sia esecuzioni in condizioni di adattamento ambientale:
o      ricerca di rapidità o di precisione nell’esecuzione del gesto;
o      esecuzione del gesto con forte pressione coordinativa (difficoltà percettive, di equilibrio, in spazi ridotti, …);
o      esecuzione del gesto in presenza di avversario.
-      Lo sviluppo della capacità di gioco (tattica), deve essere costruita sulla base di cicli periodici che prevedono:
o      sviluppo del pensiero tattico in situazioni di possesso palla;
o      sviluppo del pensiero tattico in situazioni di non possesso palla.
 
Organizzazione degli obiettivi e dei contenuti in periodi, macrocicli e microcicli
A seconda dell’esito delle valutazioni effettuate in vari momenti della stagione, vengono definiti gli obiettivi intermedi, a medio e breve termine, e le percentuali di carico didattico dei diversi cicli di allenamento:
-      periodo preparatorio: prima dell’inizio dell’attività ufficiale FIGC;
-      fase autunnale e primaverile: periodo dell’attività ufficiale FIGC;
-      periodo di transizione: il periodo compreso fra la fase autunnale e primaverile;
-      periodo post-tornei: periodo successivo alla fase primaverile;
-      mesocicli e microcicli: convenzionalmente identificati con il mese e la settimana di allenamento (oppure con il periodo ritenuto necessario per sviluppare specifici obiettivi previsti dalla programmazione).
Eventuali variazioni del calendario degli incontri e delle gare impongono la rielaborazione della periodizzazione.
 
 
 
 
 
 
PERCENTUALI DI ALLENAMENTO NEI DIVERSI AMBITI
(IPOTESI DI PIANIFICAZIONE PER L’INTERO PERIODO DIDATTICO)
 
SUDDIVISIONE IN AMBITI DEI MEZZI DI ALLENAMENTO
Piccoli Amici
Pulcini
Esordienti
I. Fattore tecnico-coordinativo
45%
50%
45%
II. Fattore tattico-cognitivo (a+b)
30%
35%
40%
    a. situazioni di gioco e giochi collettivi
15%
20%
15%
    b. gioco partita
15%
15%
25%
III. Fattore fisico-motorio
25%
15%
15%
 
  
Seguono indicazioni riassuntive specifiche per le varie categorie
 
Indicazioni specifiche per la categoria Piccoli Amici
-      L’allenatore deve proporre e stimolare comportamenti, non deve essere prescrittivo e direttivo.
-      L’allenatore deve essere accettato per la sua spontaneità e il suo atteggiamento sereno e garbato.
-      Non deve esistere l’insegnamento tecnico, imitato dall’attività dei più grandi, bensì si devono proporre piccoli giochi orientati alla conoscenza dei vari fondamentali tecnici.
-      Proporre esercizi con palla per coordinazione globale.
-      Attività in spazi ridotti, con palloni più piccoli e più leggeri.
-      Partitine 2c2, 3c3, 4c4, 5c5.
-      Rapporto unitario bambino-palla.
-      Sperimentare situazioni ludico-motorie varie e diversificate.
-      Regole semplici.
 
PICCOLI AMICI
PRINCIPI EDUCATIVI E FINALITÀ
FORMAZIONE DI ABILITÀ TECNICHE E TATTICHE
FORMAZIONE DI ABILITÀ MOTORIE
FORMAZIONE DELLA PERSONALITÀ
Attività ludica generale
Educazione motoria del bambino
Partecipazione di tutti al gioco
Esplorare per imparare a giocare e migliorare la propria motricità di base (metodi induttivi)
Stimolare comportamenti, evitando atteggiamenti direttivi
Rinforzi positivi
Calcio inteso come puro gioco e come mezzo per la formazione della personalità
Educazione delle abilità tecniche naturali (condotte motorie primarie)
Controllo prevalentemente sensomotorio (attenzione interna)
Ampliamento delle capacità tattiche in situazioni semplici (favorire il decentramento)
Cercare continue soluzioni di gioco
Educazione delle capacità sensoriali e degli schemi motori e posturali
Educazione delle capacità propriocettive del bambino
Coordinazione globale
Organizzazione del movimento in relazione a parametri spazio-temporali
Conoscenza di sé, della creatività personale
Superamento degli atteggiamenti egocentrici
Sviluppo della capacità di attenzione, di osservazione, di comprensione
Acquisizione di fiducia in sé, rispetto delle regole, rispetto degli altri
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Indicazioni specifiche per la categoria Pulcini
-      L’allenatore deve valorizzare l’iniziativa dei bambini, favorendo e non inibendo la loro creatività e fantasia.
-      L’allenatore deve proporre problemi e stimolare soluzioni.
-      Inizio automatizzazione delle abilità; apprendimento globale di gesti tecnici.
-      Dribbling e tiro in porta, giochi di situazione e partitine sono gli elementi cardine su cui basare l’insegnamento.
-      Ampliare lo spazio d’azione, di gioco e sociale; dal 5:5 al 7:7 con palloni e spazi ridotti.
 
PULCINI
PRINCIPI EDUCATIVI E FINALITÀ
FORMAZIONE DI ABILITÀ TECNICHE E TATTICHE
FORMAZIONE DI ABILITÀ MOTORIE
FORMAZIONE DELLA PERSONALITÀ
Attività ludica generale e specifica
Educazione motoria del bambino
Partecipazione di tutti al gioco
Valorizzare l’iniziativa individuale, favorendo la creatività
Proporre problemi e stimolare soluzioni
Imparare, attraverso il gioco ad avere comportamenti adeguati alle varie situazioni
Stimolare e guidare i comportamenti, privilegiando i metodi non direttivi
Rinforzi positivi prevalenti
Calcio inteso come gioco e come mezzo per la formazione motorio-sportiva e della personalità
Abilità funzionali al compito
Inizio apprendimento gesti tecnici globalmente
Controllo propriocettivo nella gestione dei comportamenti tecnici
Maggiore adattamento a situazioni nuove; ampliamento dello spazio d’azione
Integrazione della motricità di base all’interno delle abilità tecniche
Conoscenza e padronanza del sé corporeo
Educazione delle capacità propriocettive e coordinative
Conoscenza di sé, della creatività personale
Superamento degli atteggiamenti egocentrici
Relazione corretta con i propri compagni, all’interno di una attività strutturata-gioco
Maggiore adattamento a situazioni nuove: ampliamento dello spazio sociale
Confronto, autostima delle proprie capacità
Collaborazione e accettazione delle regole
 
 
Indicazioni specifiche per la categoria Esordienti
-      Completamento del programma rispetto a quanto previsto in precedenza dalle indicazioni generali per la scuola calcio.
-      Porre particolare enfasi allo sviluppo di abilità individuali relative alla tecnica di base e applicata.
-      Elementi semplici di tattica collettiva per l’orientamento nello spazio-gioco sul campo di misure regolamentari.
 
ESORDIENTI
PRINCIPI EDUCATIVI E FINALITÀ
FORMAZIONE DI ABILITÀ TECNICHE E TATTICHE
FORMAZIONE DI ABILITÀ MOTORIE
FORMAZIONE DELLA PERSONALITÀ
Attività motoria polivalente e finalizzata al gioco del calcio
Partecipazione di tutti al gioco
Proporre problemi e stimolare nuove soluzioni
Stimolare e guidare i comportamenti, alternando metodi direttivi e non direttivi
Rinforzi positivi prevalenti
Equilibrio tra risultato sportivo-formativo ed educativo-formativo
Calcio inteso come mezzo per la formazione motorio-sportiva e della personalità
Avviamento al calcio come gioco strutturato
Formazione creativa dell’abilità
Maggior attenzione alla precisione ed al particolare
Arricchimento delle abilità tecniche individuali
Educazione al pensiero tattico collettivo e individuale
Sviluppo delle capacità di lettura delle situazioni e di ricerca di soluzioni efficaci
Anticipazione, elaborazione e programmazione di situazioni problema (attacco-difesa)
Risposta alle indicazioni tattiche richieste
Arricchimento delle capacità coordinative
Sviluppo guidato delle capacità fisiche
Sviluppo della autostima e dello spirito di collaborazione
Sviluppo dello spirito di squadra e identificazione nel gruppo
Integrazione con il gruppo
Collaborazione e accettazione delle regole
 
 
8.     Verifiche e valutazioni
 
I progressi evidenziati nell’ambito del processo di formazione pluriennale del giovane calciatore vengono valutati con prove oggettive ed osservazioni, provvedendo alla compilazione di schede individuali di valutazione, tenendo in debita considerazione il livello di specializzazione.
Gli allenamenti, ed in particolare la gara, fungono altresì da strumenti di verifica settimanale.
 
Controllo dell’allenamento
La compilazione delle schede prima e dopo l’allenamento e le gare, consente una verifica costante del lavoro svolto, anche per quanto riguarda il tempo dedicato (minuti effettivi) ad ogni tipologia di contenuti (ambiti di allenamento).
  
 
 
Il responsabile della scuola calcio
Aquileia – Terzo